Archivia Settembre 2019

Incidenti stradali in Italia.

Comunicato stampa

Fonte ISTAT

Nel 2018 sono stati 172.344 gli incidenti stradali con lesioni a persone in Italia, in calo rispetto al 2017 (-1,5%), con 3.325 vittime (morti entro 30 giorni dall’evento) e 242.621 feriti (-1,7%).

Il numero dei morti torna a diminuire rispetto al 2017 (-53 unità, pari a -1,6%) dopo l’aumento registrato lo scorso anno.

Tra le vittime risultano in aumento i pedoni (609, +1,5%), i ciclomotoristi (108, +17,4%) e gli occupanti di autocarri (188, +15,3%). Sono in diminuzione, invece, i motociclisti (685, -6,8%), i ciclisti (219, -13,8%) e gli automobilisti (1.420, -3,0%).

Sebbene il numero dei morti sia complessivamente in diminuzione, aumentano le vittime sulle autostrade – da 296 nel 2017 a 327 nel 2018, +10,5% – a causa dell’incidente stradale avvenuto il 14 agosto 2018 sul Ponte Morandi della A10 Genova-Savona-Ventimiglia, che ha coinvolto numerosi veicoli e causato 43 vittime. Il numero degli incidenti con esito mortale sulle autostrade rimane comunque sostanzialmente invariato – da 253 a 255 tra il 2017 e il 2018. Sulle strade extraurbane e urbane le vittime diminuiscono (rispettivamente 1.596, -1,2% e 1.402, -4,4%).

Nell’Unione europea, il numero delle vittime di incidenti stradali diminuisce nel 2018, seppure in misura contenuta (-1% rispetto al 2017): complessivamente, sono state poco più di 25mila contro 25.321 del 2017. Nel confronto tra il 2018 e il 2010 (anno di benchmark per la sicurezza stradale) i decessi si riducono del 21% in Europa e del 19,2% in Italia. Ogni milione di abitanti, nel 2018 si contano 49,1 morti per incidente stradale nella Ue28 e 55,0 nel nostro Paese, che sale dal 18° al 16° posto della graduatoria europea.

Gli incidenti derivano soprattutto da comportamenti errati. Tra i più frequenti si confermano la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 40,8% dei casi). Le violazioni al Codice della Strada risultano in diminuzione rispetto al 2017; le più sanzionate sono l’inosservanza della segnaletica, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza a bordo e l’uso del telefono cellulare alla guida; in diminuzione le contravvenzioni per eccesso di velocità.

Nel 2018 le prime iscrizioni di veicoli aumentano solo dell’1% rispetto all’anno precedente mentre il parco veicolare cresce dell’1,3%. Le percorrenze autostradali sui circa seimila chilometri della rete in concessione mostrano una sostanziale stabilità (+0,4%), con un aumento del 2,3% rispetto al 2017 solo per i veicoli pesanti, con oltre 84 miliardi di km percorsi.

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Incidenti stradali per regioni – anno 2018
(Consultazione di dati georeferenziati relativi ai tassi di mortalità e incidentalità stradale)

Infografica Incidenti stradali in Italia nel 2018

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Scuola guida, Iva in arrivo: rincari del 22% per chi prende la patente

Le lezioni di teoria e pratica non saranno più soggette al regime di esenzione dall’imposta sul valore aggiunto. Lo stabilisce la risoluzione 79/E che recepisce precedenti pronunciamenti della Corte di giustizia Ue

di Benedetto Santacroce

Anche le scuole guida dovranno pagare l’Iva: in arrivo rincari del 22%
Anche le scuole guida dovranno pagare l’Iva: in arrivo rincari del 22%

In arrivo forti rincari per il conseguimento della patente di guida. Le lezioni di teoria e pratica non saranno più soggette al regime di esenzione Iva e costeranno il 22% in più. Lo fa sapere l’Agenzia per le Entrate in una risoluzione, ricordando che per la Corte di Giustizia dell’Ue le lezioni di scuola guida devono essere soggette all’Iva in quanto non di ambito scolastico. Sul piede di guerra le autoscuole di Confarca: annunciano una mobilitazione e si dicono preoccupate della retroattività del provvedimento.

L’adeguamento al quadro comunitario
Ma cosa dice di preciso la risoluzione delle Entrate? Difatti non sono esenti da Iva le attività di formazione finalizzate al conseguimento della patente di guida e il contribuente, che ha applicato tale esenzione, da una parte, è obbligato a integrare i precedenti versamenti d’imposta e dall’altra ha diritto ad esercitare la detrazione per i relativi acquisti, non vedendosi applicare le conseguenti sanzioni perché il comportamento è stato tenuto, in legittima buona fede, sulla base di pronunce dell’amministrazione finanziaria. La risoluzione 79/E del 2 settembre 2019 recepisce i principi espressi dalla Corte di Giustizia Ue con la sentenza del 14 marzo scorso (causa C-449/2017), rivedendo e superarando le precedenti risoluzioni 83/E/1998 e 134/E/2005.

L’esenzione formativa
L’attività didattica-formativa finalizzata al conseguimento delle patenti di guida non rientra tra i casi di esenzione previsti dall’articolo 132, paragrafo 1, della Direttiva Iva 2006/112/CE (ovvero dell’articolo 10, n.20 del Dpr 633/72), in quanto la predetta esenzione è limitata alle operazioni relative all’educazione dell’infanzia e della gioventù, all’insegnamento scolastico e universitario, nonché alla formazione e alla riqualificazione professionale comprese le lezioni private impartite da insegnanti, ma sempre in materie di insegnamento scolastico e universitario.
In particolare, la citata Corte di Giustizia specifica che la nozione di insegnamento scolastico o universitario: «include attività che si distinguono tanto per la loro specifica natura, quanto per il contesto in cui sono esercitate. Ne consegue che (…) mediante tale nozione il legislatore dell’Unione ha inteso fare riferimento ad un determinato tipo di sistema di insegnamento, che è comune a tutti gli Stati membri, indipendentemente dalle caratteristiche specifiche di ogni sistema nazionale. Di conseguenza, la nozione di «insegnamento scolastico o universitario» ai fini del regime Iva, si riferisce, in generale, a un sistema integrato di trasmissione di conoscenze e di competenze avente ad oggetto un insieme ampio e diversificato di materie, nonché all’approfondimento e allo sviluppo di tali conoscenze e di tali competenze da parte degli allievi e degli studenti, di pari passo con la loro progressione e con la loro specializzazione in seno ai diversi livelli costitutivi del sistema stesso». In questa nozione, secondo la Corte, non rientra lìinsegnamento della guida automobilistica che di per sé costituisce un insegnamento specialistico che non equivale alla trasmissione di conoscenze e di competenze caratterizzanti l’insegnamento scolastico o universitario.

Le conseguenze
Questa posizione espressa dalla Corte, ora formalmente recepita dall’agenzia dell’Entrate, fa sì che tutte le prestazioni formative e didattiche dirette al conseguimento della patente di guida siano da considerarsi imponibili ai fini Iva. Come ricorda l’Agenzia le sentenze interpretative della Corte hanno un effetto retroattivo e impongono ai contribuenti che applicavano il regime di esenzione di rivedere i propri comportamenti. Pertanto, in relazione alle operazioni effettuate e registrate in annualità ancora accertabili il contribuente che ha applicato l’esenzione deve provvedere a regolarizzare la propria posizione, emettendo delle note di variazione e facendo confluire la maggiore Iva nelle dichiarazioni integrative di ciascun anno solare di effettuazione delle predette prestazioni.
Due profili d’interesse evidenziati dalla risoluzione in questione riguardano rispettivamente:
•La possibilità di rivedere, in base alla modifica del regime Iva delle operazioni, l’ammontare dell’Iva detraibile (in effetti, passando dal regime di esenzione a quello dell’imponibilità il prorata di detraibilità automaticamente si incrementa);
•L’impossibilità per l’erario di applicare le relative sanzioni, in quanto, come evidenziato, il contribuente si è conformato a indicazioni contenute in atti dell’amministrazione solo ora superati dalla presente risoluzione.