Le guide certificate passeranno da 6 a 8 ore e saranno necessarie per poter guidare a casa.

Le guide certificate passeranno da 6 a 8 ore e saranno necessarie per poter guidare a casa.

Ci siamo. È stato pubblicato il nuovo Decreto del Ministero dei Trasporti del 17 novembre 2025 che, a distanza di più di 10 anni, modifica il sistema dell’obbligo delle guide certificate in autoscuola, introdotto con il Decreto del Ministero dei Trasporti del 20 aprile 2012 e modificato parzialmente dal Decreto del Ministero dei Trasporti del 3 ottobre 2012 e poi dalla circolare del 13 aprile 2015.

Adesso attendiamo la pubblicazione di un ulteriore Decreto Dirigenziale per l’utilizzo della piattaforma per la certificazione delle esercitazioni obbligatorie, anche se dovrebbero già esserci delle sperimentazioni in corso per avere, in tempi rapidi, un collaudo efficace e senza intoppi del nuovo sistema.

La novità centrale introdotta dal Decreto Mit del 17 novembre 2025 è una modifica radicale nell’uso del “foglio rosa”: la guida privata con accompagnatore è consentita solo DOPO aver completato l’intero percorso formativo obbligatorio di 8 ore in autoscuola e ottenuto la relativa certificazione finale digitale. Altra novità importante è l’introduzione dell’obbligo di una preparazione preliminare all’uso del veicolo e della simulazione di situazioni di emergenza che può essere erogata anche con lezioni collettive e dimostrative (“nuovo” modulo A).

Ma andiamo con ordine e analizziamo nello specifico le diverse modifiche.

♦ Foglio rosa e 8 ore obbligatorie

Il nuovo decreto introduce un vero cambio di paradigma: non è più possibile iniziare subito le guide private dopo il rilascio del foglio rosa, come avveniva con il Decreto Mit 2012. Il percorso 2025 prevede lo svolgimento e il completamento delle 8 ore obbligatorie in autoscuola, rilascio della certificazione finale dalla piattaforma CED e SOLO DOPO  l’inizio delle guide private con accompagnatore.

In sintesi, l’uso del foglio rosa viene subordinato a un percorso formativo strutturato e tracciato digitalmente, superando la logica dell’avvio immediato delle esercitazioni private.

 

Da 6 a 8 ore con l’aggiunta del nuovo modulo A “propedeutico”

L’evoluzione della formazione passa da 6 a 8 ore di esercitazioni obbligatorie, con un incremento del 33% della formazione pratica rispetto a prima.

Il Decreto Mit 2025 articola le ore in quattro moduli specifici:

  • Modulo A (Conoscenza del veicolo e gestione emergenze 2 ore)
  • Modulo B (Guida su strade urbane, 3 ore)
  • Modulo C (Guida su autostrade o strade extraurbane principali o secondarie, 2 ore)
  • Modulo D (Guida in visione notturna, 1 ora)

I moduli in precedenza erano 3 e coincidevano con i moduli B, C e D, con la differenza che le ore di guida notturna erano 2 mentre adesso sono solo 1, e che è stata assegnata 1 ora in più alla guida urbana.

Il decreto punta ad una maggiore attenzione alla corretta impostazione di guida  e alla gestione delle emergenze.

Cambia anche il sistema della propedeuticità, nel senso che non è possibile “saltare” da un modulo all’altro, ma prima di fare il modulo B, C e D è necessario fare il modulo A, e prima del C bisogna fare almeno un’ora del modulo B.  I moduli B, C e D  possono essere realizzati in un’unica sessione (al massimo di 2 ore al giorno) con microlezioni di minimo 30 minuti cadauna, dunque in parole povere si può pianificare un’uscita che preveda prima la percorrenza di strade in città o in paese e poi spingersi un po’ fuori dai centri abitati, senza necessità di affrontare l’autostrada o grosse arterie stradali (da tempo non esiste più l’obbligo di andare su autostrade o strade extraurbane principali).

Certificazione digitale e durata

Ricordiamo che già dal 2015, con circolare interna del 13 aprile 2015, era stata introdotta la certificazione online, che permetteva ai candidati di accedere all’esame di pratica senza la necessità di presentare allo sportello gli originali del libretto di delle lezioni di guida. I libretti  rimanevano obbligatori solo nel caso delle istanze presentate da candidati privatisti o assistiti da un’autoscuola diversa da quella con cui avevano fatto le 6 ore di esercitazione. Dunque, da questo punto di vista dovrebbe cambiare poco. Nel nuovo decreto non si fa menzione di queste eccezioni del cartaceo, dunque attendiamo una circolare di chiarimento su come comportarsi al riguardo.

Quello che cambia però è la durata della certificazione finale. Prima era stabilita in 6 mesi, ora invece ha durata di 18 mesi, a partire dalla sua emissione.

Nonostante le innovazioni, le fondamenta della formazione rimangono solide: restano obbligatorie le esercitazioni in autostrada o su strade extraurbane principali o secondarie e in condizioni di visione notturna. Le lezioni devono continuare a essere tenute da un istruttore abilitato e autorizzato presso un’autoscuola, mantenendo i requisiti professionali già consolidati.

Permangono anche alcuni limiti comportamentali, come il divieto, sulle autostrade a tre o più corsie, di impegnare corsie diverse dalle due più vicine al bordo destro.

Nel caso di guida su veicolo privato non dell’autoscuola, resta il divieto di trasportare passeggeri oltre all’accompagnatore nel caso di guida in autostrada, strada extraurbana principale e in condizioni di visione notturna.
Queste ultime regole si applicano anche alla guida accompagnata.

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